In questo momento il mondo sta affrontando una crisi globale senza precedenti, sia sanitaria che socioeconomica, innescata dalla pandemia.

Sebbene ancora non conosciamo l’impatto complessivo e le conseguenze a lungo termine, una cosa è certa: l’impatto del Covid-19 sulle vite di milioni di bambini sarà molto duro.

Anche se sembra che siano meno vulnerabili dal punto di vista fisico, molti bambini presentano già disturbi del sonno, disturbi alimentari, dovuti proprio alla situazione di incertezza che vivono.

È importante per i genitori rimanere informati, ma allo stesso tempo è necessario fare attenzione a che messaggio arriva al bambino: i piccoli prendono le parole alla lettera per questo è necessario trovare le parole giuste, a seconda dell’età; per quelli più grandi invece si può stimolare il pensiero critico, cercando insieme a loro delle fonti d’informazioni.

Ricordiamoci che le emozioni sono contagiose più del virus e che i nostri stati d’animo influenzano l’ambiente intorno e il comportamento del bambino. Scegliamo con cura le parole. È opportuno evitare parole che evochino situazioni di grave pericolo come guerra, morte, poiché queste aumentano gli stati d’ansia.

Cerchiamo di non soffermarci su ciò che non si può fare, ma su ciò che si può fare, soprattutto cosa si può fare insieme, ora che si ha tanto tempo da condividere.

Partendo dal presupposto che tutti siamo esseri abitudinari, comprendiamo più facilmente quanto per i bambini sia necessario mantenere una routine. Per questo è opportuno e necessario preparare per il tuo bambino un calendario settimanale dove inserire le attività da svolgere, i compiti familiari, con una distribuzione dei compiti stessi. Mantenere un’abitudine ci aiuterà a pensare che la “normalità” non è lontana.

Per un bambino essere staccato dalle sue figure familiari (nonni, compagni di scuola eccetera…) è un sacrificio enorme, pertanto si possono creare dei rituali, ad esempio tutte le sere la nonna attraverso una video chiamata può raccontare una storia.

Imparate a filtrare le informazioni ed evitate espressioni ansiogene (es. non andiamo da nonna, ma la vedremo presto, anziché dire non andiamo perché potremmo infettarla).

Evitate di fare domande ma siate aperti alle loro domande, abbracciatelo e parlate delle vostre emozioni, cercate di riconoscere e incanalare la rabbia, attraverso disegni e attività motorie, ricordandovi che hanno bisogno di fare attività fisica non solo per un consumo di energia, ma soprattutto perché ha funzione di ristabilire un equilibrio cognitivo.

Spiegate loro che i bambini non si ammalano di questo virus e che nessuno dei loro cari si ammalerà. Spiegate il perché di questo restare a casa, ad esempio ricordandogli un evento passato (ricordi quando si è ammalato di varicella tuo cugino e non siamo potuti andare a trovarlo? Ora è così!). Insegnate che le mani si devono lavare per il tempo di una canzoncina.

Sulle mascherine possiamo fargli disegnare un cuore, un arcobaleno, un simbolo di un super eroe, poiché loro stessi sono dei piccoli super eroi.

A tutti i miei bambini che ho in trattamento ho fatto scegliere quale super eroe vogliono essere; ognuno ogni giorno disegna l’arma per combattere, difendersi e difendere la sua casa dal virus. Così tutti gli Spiderman disegnano ragnatele, i Capitan America disegnano scudi e dopo attaccano il disegno alla finestra, per colpire e catturare quanti più virus possono.

In ultimo ci tengo a sottolineare, che questi giorni, queste settimane sono impegnativi per tutti e per gli adulti non è facile credere di essere dei super eroi, né tanto meno dei super genitori.

Allora è necessario essere amorevoli anche e soprattutto con noi stessi, ritagliando un momento nella giornata in cui dedicarci un po’ di tempo per ricentrarci e ritrovare l’equilibrio.